Palazzolo S.O. (BS)
Il progetto dota di un asilo nido la frazione di San Pancrazio, a Palazzolo sull’Oglio, dove finora esisteva solo la scuola dell’infanzia. Il nido sorge in un luogo dedicato all’infanzia da più di un secolo: il lotto all’angolo tra via XXV Aprile e via Vezzoli, dove don Leopoldo Camplani fondò l’asilo nel 1912 e dove il Comune lo ricostruì alla fine degli anni Sessanta.
L’intervento sostituisce il vecchio corpo di fabbrica su strada, piccolo e inadatto a crescere, con un nuovo edificio a un solo piano. Il nido si aggancia al corridoio esistente e forma con la scuola dell’infanzia un unico polo per i bambini da zero a sei anni, con un ingresso comune su via XXV Aprile. Il Comune ha curato la sistemazione dell’area davanti all’ingresso, con la nuova pavimentazione e la messa a dimora di alberi e aiuole. Da qui una pensilina accompagna i genitori con passeggini e carrozzine fino alla bussola d’ingresso.
Dall’esterno l’edificio si presenta come una sequenza di tre volumi a capanna, vere e proprie casette per i piccoli ospiti: pieni e compatti, con aperture quadrate profondamente incassate che interrompono la superficie in calcestruzzo. A collegare i tre volumi c’è il corpo basso dell’ingresso color tabacco, su cui risalta l’insegna del polo in lettere bronzate. L’atrio è in asse con il corridoio che porta alla scuola dell’infanzia esistente, oggetto a sua volta di alcuni interventi puntuali di ristrutturazione interna. Qui si trovano l’accoglienza, gli armadietti dei bambini di entrambe le scuole e l’amministrazione. Dall’atrio si diramano i tre volumi: a nord la sezione lattanti e gli spazi per il personale, a sud le due sezioni dei divezzi, unite dal blocco dei servizi igienici.
Se sul fronte strada l’edificio si fa chiuso e introspettivo, verso il giardino l’architettura cambia carattere. I volumi a capanna vengono svuotati e diventano grandi portici coperti, con l’intradosso dipinto di giallo, che si aprono sul giardino attraverso pareti interamente vetrate. Ogni sezione ha così un proprio spazio all’aperto: il portico prolunga l’aula verso il verde e permette il gioco all’esterno in tutte le stagioni. Le aree gioco comprendono prati e superfici pavimentate, delimitate da muretti bassi e cancellate che proteggono i bambini senza chiudere lo sguardo.
All’interno, le aule seguono la sagoma del tetto, con soffitti inclinati rivestiti di pannelli acustici microforati e illuminati da lampade lineari sospese. Il pavimento in gomma gialla prosegue in tutte le sezioni e dialoga con le porte e i battiscopa verde salvia. Nell’atrio le pareti restano in calcestruzzo a vista, in continuità con le facciate esterne dei tre volumi.
L’architettura parla un linguaggio semplice e tattile. Le strutture sono in calcestruzzo armato a vista, con ossidi bruniti che rendono il colore del cemento più caldo. Il calcestruzzo è stato gettato contro casseri in pannelli di OSB, che hanno impresso sulla superficie la caratteristica trama di scaglie di legno, visibile sia in facciata sia negli interni dell’atrio. Le coperture sono in lamiera metallica aggraffata e ospitano i pannelli fotovoltaici che, insieme all’involucro ad alte prestazioni, fanno del nido un edificio a energia quasi zero.
COMMITTENTE: Comune di Palazzolo
PROGETTO: PFTE, Esecutivo, Direzione Lavori
DATA: Giugno 2024 – Marzo 2026
DATI DIMENSIONALI:
Superficie Lotto: 2.976 mq
Superficie coperta nuovo intervento: 510 mq
FOTO: Alessandro Roncaglione